Una fredda notte d’inverno

“Ti voglio…..”

 sussurro dolcemente al tuo orecchio sul sedile posteriore della mia auto. Una fredda notte d’inverno a metà febbraio, ma il calore dei nostri corpi ci teneva al caldo. Osservo mentre fai scorrere le tue unghie delicate sul mio stomaco nudo, solleticando e pizzicando i peli ricci ma morbidi. Mi guardi con un sorriso provocante, sapendo benissimo che sono alla tua mercé.. La mia forza di volontà prosciugata dalle tue dolci labbra di fragola.. Mi risparmierai e non mi lascerai insoddisfatto stavolta? … Adempirai finalmente al mio desiderio e mi lascerai averti stanotte, o sarai la ragazza crudele ma astuta che mi lascia affamato della tua figa calda e bagnata in cui volevo indulgere. Mi hai lasciato così assetato l’ultima volta, volevo eruttare.. Come potevo dimenticarlo?

La tua mano si muove lungo la mia linea della vita, solleticando e formicolando la mia pelle, piano ma inesorabilmente scendendo. Assaporando il momento per crogiolarti nella suspense e nell’eccitazione mentre osservi la mia espressione con un ghigno seducente. E proprio quando penso che stai per afferrare il mio cazzo duro, per sentire il tocco della tua mano tenera contro di me, ti tiri indietro ridacchiando per il tuo teasing sleale ma posando un bacio sulle mie labbra come forma di scusa per avermi preso in giro, dicendomi che il momento arriverà presto ma vuoi aspettare finché non ne posso più.. .Così crudele e disumano eppure così erotico e brillante, sapendo benissimo che quella notte avrei fantasticato su di te immaginando il tuo sapore.. la tua sensazione.. il tuo suono. Cento modi diversi in cui avrei immaginato come sarebbe successo, ma non abbastanza da soddisfarmi. Avrei ancora bramato il tuo corpo. Così furba sapendo che il nostro prossimo incontro sarebbe stato ancora più bollente e eccitante.. Ma quella notte c’era qualcosa di diverso nel tuo teasing. Un sesto senso forse che mi diceva che non avevi intenzione di fermarti.

Le tue mani ora ondeggiano in modo diverso, nessun segno di arretrare da me o allontanarti, il tuo dito stuzzica il bottone dei pantaloni prima di aprirlo finalmente e slacciare la zip. Osservo con tale interesse desirioso mentre la tua mano scompare lentamente nei miei jeans. Ti pieghi in avanti per farmi sentire il tuo respiro caldo quasi bruciante contro il mio collo… Una lingua traccia lungo la mia gola saltellando gioiosamente sul percorso verso il mio orecchio dove sento un gentile morso o i tuoi denti che pungono e stuzzicano il lobo dell’orecchio.. Brividi corrono lungo la mia spina dorsale facendomi rabbrividire di delizia.. Poi lo sento…

La tua mano calda latte e liscia che avvolge strettamente intorno al mio asta completamente eretta. La sensazione che avevo atteso così a lungo mi travolge in un mare di piacere. Dolci sensazioni di beatitudine gioiosa che sparano attraverso di me, costringendomi a mordermi il labbro fino a far male e sono sul punto di romperne la pelle. Questo era ciò che stavo aspettando, tante notti della tua lingua che girava intorno al mio cazzo, tutte le volte che le tue labbra o mani scendevano per togliere la mia frustrazione sessuale ma non arrivavano mai in mio soccorso. Hai finalmente risposto, ed era la sensazione più grande che avessi mai provato.. Mormoro il tuo nome mentre mi accarezzi dolcemente, muovendo la pelle del mio asta su e giù in modo quasi ritmico, inviando scintilla dopo scintilla di piacere attraverso i miei muscoli… Le nostre labbra si incontrano di nuovo, lingue che si scontrano e urtano l’una contro l’altra, il nostro respiro pesante in un’area così ristretta senza dove andare niente da fare tranne appannare i finestrini su tutti i lati nascondendo il nostro momento erotico.

Ora le mie mani si muovono.. fuori dal mio controllo si avventurano sul tuo magnifico corpo, scivolando sotto la tua camicetta lentamente vagando dal tuo stomaco piatto, tracciando lungo l’ombelico sento il metallo freddo o una piercing ruvida. Non posso fare a meno di giocarci per un momento rotolandola tra pollice e dita, ridacchi per il mio tormento del gioiello. Finalmente la lascio riposare nel buco del tuo ombelico e le mie mani continuano a salire verso quella montagnola lussuriosa in cima al tuo petto. Il tuo seno grande e morbido che riempie la mia mano, scopro che non indossi reggiseno mentre le mie dita sfiorano i tuoi capezzoli già duri. Sporgenti al centro del mio palmo mentre accarezzo e sento. I finestrini ora completamente appannati per nessuno da vedere, liberi di fare qualunque cosa sporca o birichina scegliamo con solo noi a assorbire e godere il momento. E se qualcuno passasse e vedesse il dondolio dell’auto? Indagherebbero? Verremmo colti in questo atto sporco e inappropriato che è completamente inaccettabile in pubblico? Il pensiero mi fece indulgere ancora di più nel momento.

Finalmente trovando la forza di staccarmi dalle tue mani e dal seno, i miei lombi gridano verso di me urlando di fermarmi.. Una fredda crudele puntura per toglierlo da tale gioia che voleva avere.. aveva bisogno di avere. Dolcemente forzando la tua mano via dal mio cazzo mi piego per sbottonarti e liberarti dai tuoi pantaloni navy blue attillati, tirandoli con mani ferme, li tiro giù giusto quanto basta per vedere la tua mano bagnata già inzuppata fino alle dita in succhi luccicanti. Il tuo profumo mi colpisce in pieno viso riempiendo il mio naso con il tuo muschio dolce pesante. Mi guardi dall’alto con quel sorriso perfetto di cui sono così affezionato, con l’aggiunta che ti mordi il labbro. I tuoi opali smeraldo che mi fissano, aspettando con tale desiderio e lussuria che lo sento emanare dai tuoi occhi.. Aspettando quel muscolo forte scivoloso, umido e pronto nella mia bocca per consegnare la stimolazione formicolante che il tuo clitoride anela. Sei liscia mentre mi avvicino, le mie dita tracciano lungo l’esterno non sentendo un solo punto o pelo ispido mentre passo sulla tua fessura.

La prima passata della mia lingua ci toglie il fiato a entrambi, così bagnata che la mia lingua ha difficoltà a bilanciarsi all’inizio, scivolando ripetutamente via da te per tuffarsi un po’ più a fondo prima di mantenere finalmente una ferma rotazione circolare.

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