Sorpresa del Secondo Turno

Diversi anni fa ho assunto un ruolo come night manager per una grande catena alberghiera nella nostra capitale. Rinunciare alla libertà di girare per l’hotel come addetto alla sicurezza ha richiesto un po’ di abitudine. Nel mio precedente ruolo, difficilmente passava un fine settimana senza “cogliere” coppie in posizioni compromettenti in tutto l’hotel durante i miei giri. Certo, come night manager, c’erano occasionalmente telefonate alla reception con offerte di guardare coppie o unirsi ecc. Queste chiamate stimolavano sicuramente la mia immaginazione, ma nulla che si potesse seguire nella speranza di mantenere il lavoro a lungo termine.

Questa particolare notte infrasettimanale procedeva come un orologio, con il bar dell’hotel che chiudeva all’1 di notte, gli portieri che andavano via e la sicurezza ridotta al minimo per il resto del turno. Poco dopo ricevetti una chiamata da Glenn, un ospite arrabbiato perché il servizio in camera non poteva vendergli champagne a quell’ora del mattino. Mi scusai e confermai le leggi dello stato sulla vendita di alcolici dopo l’orario. Glenn mi disse che il suo gruppo veniva dall’Utah e avevano una bella festa in corso e non pensavano che la loro scorta di champagne sarebbe durata ancora a lungo. Dopo diversi minuti di chiacchierata con Glenn mi ero davvero scaldato con lui e gli dissi che vivevo vicino e se fossero stati ancora svegli quando arrivava il mio sostituto, sarei stato più che felice di portargli un paio di bottiglie di champagne che avevo a casa. Non c’è da dire che era euforico all’idea, quindi gli dissi che l’avrei richiamato più tardi.

Poco dopo aver completato i miei rapporti notturni arrivò il mio sostituto. Ricordando la mia promessa, iniziai a chiamare la stanza di Glenn, ma ci ripensai nel caso la festa fosse finita e tutti dormissero. Presi l’ascensore fino all’undicesimo piano, pensando che se avessi visto luce provenire da sotto la porta e sentito voci avrei bussato, altrimenti avrei assunto che dormissero. Mentre mi avvicinavo alla stanza divenne evidente che c’era una coppia nel culmine dell’amore, vicina a quel momento magico. Mentre mi voltavo dalla porta sentii qualcosa che mi spiazzò…..applausi. Sì, i suoni di persone che applaudivano.

Mi voltai dalla porta e tornai all’area ascensori per riprendere compostezza e poi tornai alla porta dove bussai. Glenn venne alla porta in una vestaglia bianca di spugna dove mi presentai come la voce all’altro capo della sua chiamata alla reception. Segnalai che il mio turno era finito e che se era ancora interessato gli avrei portato lo champagne che avevo a casa come promesso. Glenn si voltò verso i suoi ospiti fuori vista e fece l’annuncio al quale sentii solo esclamazioni positive. Glenn mi offrì di nuovo di tornare e fare festa con loro al che spiegai che ero già su terreno pericoloso solo facendo la consegna.

Corsi a casa con l’immaginazione in fiamme. Frugai nel frigorifero e misi in una scatola le due bottiglie di champagne e qualche wine cooler che avevo, mi cambiai d’abito e tornai in hotel. All’arrivo presi l’ascensore di servizio fino all’undicesimo piano e bussai alla porta di Glenn. Avevo intenzione di consegnare solo la scatola a Glenn e prendere qualunque compenso offrisse quando sentii aprirsi la porta delle scale. Pensando che ci potesse essere un addetto sicurezza che camminava nel corridoio verso di me, accettai l’offerta di Glenn ed entrai nella suite.

Dovevo avere un’espressione sul viso, qualcosa tra il panico che provavo nel corridoio e l’intrigo che sentivo nella stanza vedendo tre donne e due uomini seduti su un grande divano componibile in vari stadi di svestizione. Non volendo offendere nessuno, facevo fatica a sapere dove guardare anche se tutti mi salutavano in toni amichevoli. Glenn frugava nel portafoglio mentre mi presentava a tutti; la mia attenzione fu attirata da una coppia al centro del divano. Ero fissato sulla donna che mi fissava con occhi velati dal sesso, sdraiata con la testa su un cuscino. La donna alla sua sinistra che le passava le dita tra i capelli. L’uomo seduto sul pavimento davanti a lei passava le dita sulla sua pancia mentre la sua lingua leccava delicatamente le sue pieghe femminili.
A quel periodo della mia vita avevo visto cose del genere solo in film porno su VHS e mi importava poco di essere colto sul fatto o di quanti soldi Glenn mi dava per la mia scatola di bollicine.
 
Glenn e un’altra signora mi spinsero a avvicinarmi per una vista migliore. Non ricordo di essermi avvicinato ma eccoci lì, in piedi sopra l’azione vagamente consapevole della pressione che si agitava nel mio inguine. La donna sul divano alzò la gamba verso di me e la afferrai, inizialmente non sicuro di cosa fare. Iniziai ad accarezzarle la parte interna della gamba mentre guardavo nei suoi occhi e poi verso questo tizio, il cui nome non ricordavo, mentre continuava a leccare e succhiare il nucleo di questa creatura bellissima.
 
Mi resi conto di mani che strofinavano la mia erezione attraverso i pantaloni e girai la testa per incontrare un sorriso malizioso e occhi penetranti di un’altra amica signora di Glenn. Volevo rivolgere l’attenzione a questa nuova signora ma ero in perdita su cosa fare con la gamba dell’altra donna che tenevo nella mano sinistra.

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