02 Sig.ra Bush

La Sig.ra Bush era l’insegnante di pianoforte di mia sorella minore. Veniva ogni martedì e giovedì. Era europea, ma non potevo dire esattamente da dove. Sapevo solo che aveva tette enormi e un corpo fantastico. Aveva occhi belli e un sorriso stupendo con fossette sexy.

Ero alto 6′-2″ con capelli ricci biondi. Giocavo a baseball e lanciavo il giavellotto. Ero sopra la media in entrambi. Avevo fossette grandi su entrambi i lati della bocca. Mi abbronzavo facilmente e avevo occhi blu profondi.

Quando compii diciotto anni, iniziai a scopare con la mamma della mia migliore amica Julie. La scopai due volte a settimana per due mesi. Da allora ha trovato un uomo della sua età con cui uscire e ha interrotto la nostra relazione.

Il martedì quando la Sig.ra B venne, mia sorella non era ancora tornata a casa, quindi dovetti intrattenerla. Le preparai un tè e mi sedetti di fronte a lei. Lei era sul divano, io sul loveseat. Indossavo i miei comodi pantaloncini da ginnastica e T-shirt. La Sig.ra B aveva una maglietta nera trasparente con una giacca sopra. Portava pantaloni da yoga e scarpe da tennis. I suoi occhi scuri erano stupendi e il suo sorriso contagioso.

Misi la gamba sul loveseat mentre parlavamo di pianoforte. Le dissi che suonavo anch’io il piano. Vidi i suoi occhi saettare per un momento sul mio grembo e poi subito risalire. Posai la mano sul grembo e mi resi conto che le mie palle e il cazzo spuntavano da sotto i pantaloncini.

Mi alzai con il viso rosso e andai sullo sgabello del piano e mi sedetti. La Sig.ra B si alzò e si tolse la giacca. Tanto valeva che fosse a seno nudo perché vedevo chiaramente le sue tette rotonde e piene e i capezzoli attraverso la maglietta. Si sedette accanto a me e iniziò a suonare il piano con una mano.

Mi guardò, sorrise e disse con il suo accento europeo carino: “Ti piacciono le mie tette, giovanotto? Perché ho apprezzato vedere il tuo bel cazzo e le tue grandi palle. Sono una donna sposata e ho due figli miei. Mio marito è via per lavoro la maggior parte del tempo. Saresti interessato a soddisfare alcuni dei miei bisogni?”

Ero scioccato da quanto fosse diretta. Allungò la mano libera verso il basso, sotto i miei pantaloncini e afferrò la mia asta dura. Emise un gridolino. “Oggi abbiamo poco tempo, ma vorrei succhiarti il cazzo,” disse. Mi fece alzare e mi tirò giù i pantaloncini. Si inginocchiò davanti a me e tenne il mio cazzo.

Misi le mani sulle sue spalle. Sbatté il mio cazzo sulle sue guance. Le sue belle labbra si avvolsero intorno al bordo della cappella. La sua lingua girò intorno mentre succhiava solo la testa. “Mmmm, hai un sapore così buono,” fece le fusa. La sua bocca scivolò sull’intero mio cazzo da otto pollici. Tenette il viso premuto forte sul mio pube. Poi scosse la testa avanti e indietro. La sua testa andava su e giù lungo l’asta facendo rumori di risucchio.

Tenni delicatamente la sua testa mentre mi succhiava il cazzo con maestria. Le picchiettai sulla testa per farle sapere che stavo per venire. Mi succhiò più veloce. Il mio cazzo e le palle formicolavano. I miei occhi si rivoltarono e grugnii. Il mio seme riempì la sua bocca e gola. Sembrava che non smettessi mai di schizzare. La Sig.ra B tenne il mio cazzo in bocca finché non si ammorbidì.

Si staccò e mi tirò su i pantaloni. Mi sorrise mentre si rimetteva la giacca. “Dopo l’allenamento giovedì, incontrami giù per la strada e ti vengo a prendere,” mi istruì.

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