“Oh, sei un po’ bagnata” disse mentre la sua mano scivolava su e sotto
la tua gonna corta. La lap dancer ti aveva davvero eccitata,
il modo in cui il suo corpo si dimenava davanti a te, il modo in cui i suoi capezzoli duri
sfregavano sul tuo viso, allontanandosi mentre la tua lingua
saettava fuori per leccarne uno. “Ragazza birichina” disse ridendo
mentre il suo dito passava sulle tue labbra della figa. La ballerina si allontanò un po’ di più mentre prendeva le sue tette rifatte, passando
un dito su ogni capezzolo. Sorrisi vedendoti leccare le
labbra, sapendo che volevi tanto succhiare i suoi capezzoli.
Forse voleva che tu li succhiassi, o addirittura i tuoi?
Il modo in cui ti chinasti in quel momento, sapendo che la tua
maglietta larga si sarebbe aperta per mostrarle le tue tette nude, i tuoi
capezzoli duri. “Ti senti arrapata, tesoro?” ti chiese
mentre abbassava i suoi capezzoli duri verso la tua bocca. Rise
mentre passava di nuovo le dita sulle tue gambe, gambe che si aprirono
per lei permettendole di far scorrere il dito, ancora una volta, sulla tua
bagnatura. Un basso gemito sfuggì dalle tue labbra mentre chiudevi gli occhi,
godendo dell’unghia lunga che passava sul tuo clitoride duro.
Sì, aveva fatto bene il suo lavoro. Non ero sicuro se le
fosse permesso di farti questo, ma non stavo per lamentarmi
e dubito fortemente che il tipo seduto allo stesso tavolo
nostro si sarebbe lamentato.
La ballerina si allontanò, guardandoti indietro per mandarti un bacio
mentre ti chiedevo se ti era piaciuto. Lo so che a me sì, ho goduto a guardarla prendere le sue grandi tette, sfregarle in faccia tua. Ho goduto a guardarti provare a leccare i suoi capezzoli eretti. Ho goduto del broncio sul tuo viso mentre si allontanava. Ho goduto a guardarla guardare le tue gambe, il modo in cui le ha aperte un po’ di più,
alzando l’orlo già corto, e quasi mostrando la tua figa scoperta. Uno sguardo al tipo seduto al tavolo rivelò che si era sporto in avanti sulla sedia per avere una vista migliore della sua mano che scivolava sotto la tua gonna. Non so se ha sentito il basso gemito che sfuggiva dalle tue labbra mentre il suo dito passava sulle tue labbra della figa o il gemito mentre guardavi lei portare quelle dita alla bocca, assaggiandoti.
Era così ovvio che volevi toccarla, succhiare e leccare i suoi capezzoli duri. Era così ovvio che volevi solo afferrare i suoi lunghi capelli castani e tirare la sua bocca sulla tua figa bagnata. Senza dubbio volevi che la sua lingua scivolasse dentro quelle labbra bagnate tue, assaggiare i succhi che si formavano lì; senza dubbio volevi la sua lingua profonda dentro di te. Non c’era dubbio dal modo in cui ti dimenavi sulla sedia che volevi ripagarla leccandole la figa con la tua lingua su e giù sulle sue labbra. Sarebbe stato bello da vedere. Non solo per me, ma anche per il tipo al tavolo.
Tuttavia, purtroppo non è stato così. Dovevamo accontentarci di
vedere i tuoi occhi chiudersi, sentirti ansimare mentre affondava due
dita profondamente dentro di te, profondo e duro, abbastanza duro da farti alzare il culo dalla sedia; abbastanza duro da estrarre un profondo ringhio basso, un ringhio di pura lussuria e godimento. So che volevi che ti scopasse solo con le dita, portarti all’orgasmo, ma era brava, molto brava. Tolte le dita, le tenne sulle tue labbra, ma sorrise mentre le allontanava proprio prima che la tua lingua avesse la chance di assaggiare. Sorrise mentre le assaggiava, mentre leccava pulito ogni dito e poi iniziava a succhiarle come avrebbe succhiato un cazzo duro. Ti dimenasti di nuovo mentre la guardavi. Il dimenarsi unito alla sua mano che era scivolata sotto la tua gonna fece salire l’orlo più in alto sulle tue cosce.
Non ti importava, né a me, che la tua figa fosse quasi
esposta al tipo alla tua sinistra. Era ovvio che anche lui stava godendo dello spettacolo; il rigonfiamento grande e dico grande nei suoi pantaloni lo diceva. Aveva decisamente bisogno di cure, proprio come la tua figa. Sapevo che ne aveva bisogno.
“Oh cazzo sì” fu tutto ciò che potevi dire mentre passavi le dita
sui tuoi capezzoli prima di prendere la tua Coors. Guardai mentre svuotavi quasi il contenuto della bottiglia mentre dissetavi la tua sete. Che tu non lo sapessi o non ti importasse, ma non aggiustasti l’orlo per coprire la tua figa parzialmente visibile. Non ero preoccupato, affatto. Cazzo, volevo davvero che tirassi su la gonna di più, ma sapevo che non era possibile o permesso. Non qui comunque.
Chiamai la cameriera e ordinai altre due birre mentre svuotavi l’ultima tua. Il tipo alla tua sinistra le disse “Le pago io” e poi ci guardò e disse: “Il minimo che posso fare per quello spettacolo!” Risi e tu sorridesti semplicemente. Ti presentai e dissi con un sorriso “Penso che volesse un po’ di più”.
“Un po’ di più?” esclamasti. Cazzo, quella troia mi ha fatta
fottutamente bagnata!” Continuasti mentre la cameriera tornava con le birre, posandole sul tavolo e in quel modo dando a tutti e tre noi una vista meravigliosa delle sue tette piene fino ai capezzoli duri. Lui, Toby, pagò il conto e alzò la sua bottiglia in un brindisi, a cui rispondemmo allo stesso modo.
Mi girai verso il palco per guardare a metà la prossima spogliarellista fare il suo numero per indurre gli uomini a infilare banconote nel suo perizoma. Non ho idea del perché lo facessero, perché sapevamo tutti che non si sarebbe spogliata completamente o che i tipi avrebbero avuto alcuna chance di incontrarla. Erano i loro soldi, immagino. Notai che Toby non stava guardando davvero nemmeno lui. Perché dovrebbe? Stava vedendo molto di più accanto a sé di quanto potesse mai vedere sul palco.
“Ti sei raffreddata un po’, tesoro?” chiesi mentre sospiravi forte. “Cazzo no, sto ancora pensando alle sue tette” dicesti ridendo. “Anch’io!” intervenne Toby ridendo anche lui.
Giuro che quando per la prima volta guardasti il rigonfiamento che aveva, i tuoi occhi si spalancarono così tanto che pensai saltassero fuori dalle orbite. Non avevi visto i suoi pantaloni tendersi prima; eri troppo impegnata ad avere le dita della ballerina dentro di te. Troppo impegnata a desiderare i suoi capezzoli e senza dubbio la sua figa mentre sbatteva quelle dita dentro di te profondo e duro. Sembravi recuperare il tempo perso perché facevi fatica a staccare gli occhi dal rigonfiamento. Sorrisi tra me perché sapevo che la vista che stavi guardando ora non ti avrebbe calmata ulteriormente. Poteva persino avere l’effetto opposto su di te. Sembrava proprio così perché vidi la tua mano cadere sulle gambe. Guardai mentre facevi scorrere le dita su e lungo l’interno della coscia. Toby stava guardando anche lui. Sorrisi tra me, perché sono sicuro che vedesti quello che vidi io, il palpito inconfondibile nei suoi pantaloni e poi la crescita.
Mi chiedo cosa ti passasse per la mente mentre le tue dita salivano e scendevano sulle cosce, mentre i tuoi occhi restavano fissi sul suo rigonfiamento. Mi chiedo se pensavi come me. È abbastanza buio qui? Il tavolo è abbastanza isolato? Dovrei allungare la mano e toccarlo? NON C’ERA ALCUN DUBBIO nella mia mente che volevi fare qualcosa. Ti aveva decisamente messa in uno stato di pura lussuria. Erano $40 ben spesi, senza dubbio. Proprio come non c’era dubbio che la tua mente stesse escogitando come e cosa fare. La mia lo stava facendo. L’opportunità bussa sempre, perché Toby si alzò e andò in bagno. L’opportunità bussa perché non appena si alzò, la tua mano sparì sotto la gonna e le dita scivolarono nella tua figa.